venerdì 7 luglio 2017

Ueno Park - Feu Clair/Dix Mille Yeux: la fortuna di vivere

(Recensione di Feu Clair/Dix Mille Yeux di Ueno Park)


Un elemento chiave nell'insegnamento della musica e di qualsiasi strumento è quello di fare capire agli allievi che quello che aiuta a fare musica deve essere l'estensione del nostro corpo. Per quello suonare musica non è un qualcosa alla portata di tutti, o piuttosto, diventare un musicista non è alla portata di tutti. E forse è proprio quella la barriera che bisogna oltrepassare per diventare un musicista vero. Non c'entra la tecnica, non c'entra la capacità di suonare quante più cose possibili. C'entra soltanto la confidenza estrema col proprio strumento, in grado di riprodurre quello che ci frulla in testa e quello che abbiamo nel cuore.

Il disco che cercherò di spiegarvi quest'oggi è un lavoro molto diverso da tutto quello che vi ho raccontato fino ad adesso. Lo è perché è costruito solo con l'utilizzo della chitarra classica, senza amplificazione, senza effetti, senza altri strumenti e senza voce. Una chitarra solitaria e basta. Ma è anche diverso da tutto il resto perché questo disco è un diario lungo un anno. Si tratta di Feu Clair/Dix Mille Yeux di Ueno Park, nome artistico scelto dal chitarrista francese Manuel Adnot per il suo progetto solista. Più che mai diventa fondamentale che lo strumento, in questo caso la chitarra, sia la proiezione del corpo, della mente e del cuore. Non solo, ma questo disco diventa, in un certo modo, un album fotografico di un anno affascinante, un anno dove si intende che ci sono stati viaggi, scoperte, innamoramenti, grandi osservazioni e, di conseguenza, grandi riflessioni. La cosa più interessante è che quello che prevale più di qualsiasi altra cosa è l'emozione. Non c'è una ricercatezza tecnica, armonica, stilistica. Non serve, serve solo impregnare in ogni nota quello che si è appena vissuto. E l'ascoltatore riceve tutto ciò. Per quello queste "fotografie" sonore hanno una doppia vita, la prima quando sono state composte e registrate, cercando di congelare un'emozione, un sentimento o un momento vissuto; la seconda, quando vengono decodificate e reinterpretate da chi ascolta. In entrambi i casi la carica emotiva è immensa.

Feu Clair/Dix Mille Yeux

Come definire musicalmente questo lavoro? E' difficilissimo e per quello la via più semplice è quella di dire che siamo di fronte ad un disco sperimentale. Dove l'aspetto sperimentale giustifica l'ampio ventaglio di sensazioni sonore che vengono fuori da questo Feu Clair/Dix Mille Yeux, ma anche il fatto che è stato registrato in modo passeggero, veloce ed onesto, con la stessa urgenza con la quale sono nate queste tracce. Per quello il lavoro di registrazione non è stato svolto in uno studio ma Ueno Park ha scelto i posti dove immortalare queste canzoni in base ai momenti e al conferire alla suo musica altri elementi che facessero diventare questo disco qualcosa di unico. Per quello una galleria, una chiesa, una stanza vuota sono tanti degli spazi che andavano bene per questo disco. Scelte che sicuramente hanno a che fare con l'acustica e con la possibilità di arricchire quanto più possibile il suono senza l'utilizzo di elementi esterni, ma anche scelte circostanziali che indubbiamente hanno rafforzato la carica emotiva di ogni pezzo. Come vi dicevo prima questo è un disco fatto col cuore, con sentimento, e per quello i brani presenti sono molto diversi, qualcuno diventa quasi un mantra con piccoli fraseggi che si ripetono ossessivamente; altri sono fiumi in piena di note che si accavalcano con urgenza e voglia di uscire, una dopo l'altra, forti e presenti. Infatti sento che la difficoltà di suonare questo disco non stia tanto nella complessità delle sue composizioni, anche se certi brani sono difficili, ma nell'essere in grado di restituire la carica emotiva che hanno.

Feu Clair/Dix Mille Yeux

L'immagine che mi viene in mente pensando a questo Feu Clair/Dic Mille Yeux è molto bella. Per uno come me che ama la fotografia e che cerca di immortalare i momenti essenziali della propria esistenza, come i viaggi, è bellissimo pensare al fatto che il ragionamento fatto da Ueno Park è quasi lo stesso, ma invece di avere in mano la macchina fotografica e una chitarra che parla, che disegna, che cattura l'immagine per poi regalarcela, preziosa, unica, irripetibile. La spontaneità di questo disco colpisce dritta nel cuore perché non è perfetta, non è priva di piccole sbavature che magari in studio sarebbero imperdonabili, ma è proprio tutto questo a rendere questo lavoro prezioso, un lavoro che tocca il cuore dell'ascoltatore perché umano.

Ueno Park

Come capita con la fotografia i gusti sono molto soggettivi e qualcosa che ci tocca in uno scatto non necessariamente emozionerà tutti quanti, per quello è molto difficile slittare una qualsiasi "classifica" all'interno di questo disco adulando maggiormente qualche brano con rispetto agli altri. Io provo a raccontarvi due che in questi momenti sono riusciti a toccarmi di più.
Il primo è Cosmos, brano concretissimo che supera appena i due minuti. Mi piace per la sua emotività, per la sua pioggia infinita di note che assomigliano alle stelle cadenti che percorrono l'universo solo per essere viste da noi. S'impazzisce di fronte a tanta bellezza, così alta, così pura.
Il secondo è Eau Clair. Questo è un brano diverso dalla maggioranza di questo disco perché la chitarra viene sottomessa ad una serie di processi che la trasformano nella seconda parte facendola diventare eterea. Questa acqua scorre limpida, ancora una volta pura, quale tesoro ormai nascosto. Perché nel nostro mondo sembrano essere questi i tesori, la purezza, gli spazi vergini ed incontaminati. Ecco, questa canzone sembra narrarci tutto ciò, sembra essere l'emozione di fronte a qualcosa di così buono da non dimenticarselo mai. Anni fa andavo in campeggio e camminavo moltissimo. In queste escursioni assaggiare l'acqua che spontanea s'insinuava vicino ai sentieri era un'emozione unica. Non si trattava soltanto di saziare la sete ma di voler fissare nella mente quel sapore, sapore di acqua di montagna, di acqua incontaminata. Questa canzone mi ha restituito quella sensazione. 



Prezioso è questo Feu Clair/Dix Mille Yeux. Prezioso nella sua onestà, prezioso nelle sue imperfezioni, prezioso nella sua emotività. Provate ad essere trasportati dalle sue note, provate a lasciarvi guidare nei mondi che sono passati d'avanti agli occhi di Ueno Park, provate a perdervi in quei mondi e poi uscite. Uscite a camminare senza meta alcuna, uscite a respirare, uscite a fissare nella vostra mente i dettagli che vi sono sempre sfuggiti ma che erano sempre lì urlandovi: "guardami!". Uscite ad innamorarvi e poi, quando tornerete, sarete migliori.

Voto 9/10
Ueno Park - Feu Clair/Dix Mille Yeux
Atypeek Music
Uscita 07.07.2017

Pagina Facebook Ueno Park
Pagina Soundcloud Manuel Adnot

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